Clementine IGP del Golfo di Taranto: eccellenza gastronomica dai primi del ‘900

Clementine IGP del Golfo di Taranto: eccellenza gastronomica dai primi del ‘900

Mangiate Clementine Certificate IGP, del Golfo di Taranto, ricche di vitamina C, apprezzate in tutto il mondo sin dai primi del ‘900 per la tipica dolcezza  

Le clementine derivano da un incrocio tra l’arancia ed il mandarino.

Circa l’origine geografica di questo frutto vi sono alcune perplessità: c’è chi sostiene che le prime varietà abbiano avuto origine in Algeria e c’è chi è pronto a scommettere sul fatto che le loro origini risalgano ai territori di Cina, Corea e Giappone. 

La versione più accreditata vuole che siano comparse nel Golfo di Taranto nei primi del ‘900, grazie ad un certo Pierre Clément, sacerdote vissuto tra il XIX e il XX secolo, che ne ottenne l’ibrido dall’incrocio tra arancia e mandarino.

 

Nel 1992,  questo frutto è stato fortemente valorizzato con l’arrivo della certificazione IGP, marchio di Indicazione Geografica Protetta, e della denominazione “Clementine del Golfo dì Taranto”, derivanti dalla specie C. clementine Hort. ex Tanaka. Il disciplinare può essere scaricato da disciplinate Clementine del Golfo di Taranto.

L’indicazione geografica è garanzia di peculiari aromi e caratteristiche organolettiche, indotte dal microclima caratterizzato da temperature miti e poca umidità grazie alla presenza delle brezze marine.

Il gusto delle Clementine è molto simile a quello dell’arancia, con un straordinari equilibri tra l’agro e il dolce. Dalla forma sferoidale, leggermente schiacciata alle sue estremità, la loro buccia è liscia o leggermente rugosa, il loro colore arancio presenta sfumature verdoline. La polpa molto succosa, dal colore arancio, dal sapore dolce e aromatico ha la particolarità di contenere al massimo tre semi.

Le più apprezzate sono quelle di Palagianello, Ginosa, Castellaneta, ma soprattutto le Clementine di Palagiano, un piccolo borgo a 30′ da Taranto, in cui ogni anno si tiene la tipica sagra delle Clementine (18 dicembre).

Le varietà delle coltivate sono diverse: c’è la “precoce” di Massafra, la “grosso Puglia” e la “fedele” e sono ammessi alla distribuzione solo frutti con un contenuto minimo di succo pari al 40% del peso. 100 grammi di clementine contengono all’incirca 5 grammi d’acqua, 0,1 di lipidi, 0,9 di proteine, 1,2 di fibra totale, 8,7 di zuccheri e carboidrati ed importanti quantità di sodio (4 mg), potassio (130 mg), calcio (31 mg) e fosforo (18mg).

Le Clementine del golfo di Taranto sono piuttosto diffuse sui mercati allo stato fresco e sotto forma di succhi, marmellate, sciroppi. Persino, per la preparazione di lozioni e maschere per la pelle.

COME SI DISTINGUONO
Le Clementine del Golfo di Taranto sono commercializzate in confezioni sigillate di peso massimo di 3 kg o in confezioni non sigillate di peso compreso tra i 3 e i 25 kg e con il logo identificativo della denominazione apposto su almeno il 90% dei frutti contenuti nella confezione.

Su ogni confezione sono presenti l’indicazione Clementine del Golfo di Taranto – Indicazione Geografica Protetta (IGP), il logo della denominazione, raffigurante una clementina stilizzata, e il simbolo comunitario.

DOVE SI ACQUISTANO
Le Clementine sono reperibili nella zona di produzione, tramite vendita al dettaglio e distribuzione organizzata.

Queste sono alcune delle aziende agricole presso cui trovarle:

http://www.agrumicampobasso.it/
http://www.aranciosa.com/acquistare_arance/vendita_clementine_taranto.html
http://www.freshplaza.it/article/9700/Puglia-clementine-del-Golfo-di-Taranto,-uva-da-tavola-e-olio-doliva-presso-la-coop-San-Filippo

Nel video che segue, se ne può osservare la lavorazione:

 

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