Friselle pugliesi, il piatto cult dell’estate tarantina

Friselle pugliesi, il piatto cult dell’estate tarantina

le friselle pugliesi rappresentano un piatto semplice e genuino che può essere preparato in diversi modi o degustato semplicemente con pomodoro, sale e olio

(credits photo: www.lacucinaitaliana.it)

Le vere friselle pugliesi sono quelle di grano duro. Ed erano un piatto piuttosto raro prima degli anni ’50. Erano riservate alle sole tavole benestanti mentre ai ceti meno abbienti erano destinate quelle a base di farina di orzo o di miscele di orzo e grano. 

Le origini di questo piatto risalgono al tempo dei crociati, in partenza proprio dai porti salentini di Otranto e Brindisi alla volta della Terra Santa. Non a caso, veniva denominata pane dei crociati e costituita una validissima alternativa al pane, in quanto più facile da conservare a lungo.

Le friselle pugliesi sono un piatto tipico dell’estate tarantina.
Bagnate con semplice acqua e condite con pomodoro, olio extravergine d’oliva, basilico, capperi e sale, rappresentano un pasto completo, sano, nutriente e genuino. Meglio ancora se accompagnate da una buona birra artigianale locale ghiacciata.

Quand’ero ragazzo, mio nonno mi raccontava che, un tempo, in estate, si degustavano semplicemente bagnandole direttamente in acqua di mare e condendole con pomodoro. 
Una vera e propria prelibatezza che si tramanda ogni anno di generazione in generazione e che mette d’accordo proprio tutti, grandi e piccoli, giovani e meno giovani.

La forma circolare con il classico foro al centro delle friselle pugliesi è dovuto all’antica usanza di trasportarle in viaggio legate una all’altra da una cordicella. I terminali della cordicella venivano annodati per consentirle di appenderla durante il trasporto. 

Sono tanti i modi di degustare questa autentica prelibatezza.
Sul sito de La Cucina Italiana, se ne riportano diversi: www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/preparare-le-friselle-ricette 

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credits photo: www.lacucinaitaliana.it