La Giovane Tarantina: il mito della Taranto classica raccontato a Parigi

La Giovane Tarantina: il mito della Taranto classica raccontato a Parigi

La Giovane Tarantina è la statua in marmo (conservata al museo d’Orsay) opera dello scultore Alexandre Schoenewerk, dedicata ad una fanciulla di Taranto 

La giovane Tarantina – La Jeune Tarentine – è una scultura marmorea realizzata dallo scultore neoclassico Alexandre Schoenewerk nel 1871. Inizialmente esposto al Museo Nazionale Castello di Compiègne dal 1881 al 1984, poi passò al Musée d’Orsay di Parigi.

L’opera – che dimostra quanto fosse vivo il mito della Taranto classica negli ambienti culturali europei del Neoclassicismo – si ispirò ai versi di un poema omonimo di André Chénier, poeta francese vissuto alla fine del Settecento, giustiziato a soli 31 anni durante la Rivoluzione.

Il poema racconta la storia di una giovane tarantina che si imbarcò su una nave per raggiungere  il futuro sposo.
Mentre la fanciulla era adagiata sulla prua della nave ad ammirar le stelle, un’onda improvvisa la trascinò in mare che la inghiottì, impedendo allo sposo di poterla riabbracciare.

Questi i versi del poema:

È vissuta, Myrto, la giovin Tarentina!
Un vascello la portava sulla sponda di Camarina.
Cade, grida, è in seno ai flutti. È in seno ai flutti, la giovin Tarentina!
Il suo bel corpo è rotolato sotto l’onda marina.
Teti, la più bella delle ninfe del mare, assiste commossa alla tragedia e prega le altre Nereidi perché la aiutino a condurre il corpo della fanciulla fino alle sponde della spiaggia di Camarina, così da sottrarla alla furia dei mostri degli abissi.

Ahi mai più ti cingeran le braccia dell’amante
né vestirai di sposa la veste nuova fiammante.
Gli ori non brilleranno come i tuoi occhi belli.
Né spargeran profumi sui tuoi biondi capelli.
Cherniér non venne mai nella città dei due mari, ma la sua poesia contribuì a diffondere il mito della Taranto classica negli ambienti culturali europei del Neoclassicismo, e a dimostrare quanto l’Europa dei poeti e degli artisti fosse sensibile al fascino della nostra città e delle sue incantevoli abitanti.

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