Lavoro, economia, occupazione e turismo: così cambierò Taranto (e provincia)

Lavoro, economia, occupazione e turismo: così cambierò Taranto (e provincia)

Finora ci siamo occupati di promuovere la vocazione turistica del nostro territorio. Ora è giunto il momento di avviare la seconda fase del Cambiamento possibile: rigenerare profondamente il tessuto imprenditoriale, ripartendo dai bisogni del mercato e da una corretta strategia commerciale

Gli stereotipi sui tarantini li conosciamo tutti. Da “molle tarantum” a “cemmenefuttame”, i tarantini sono stati da sempre visti come persone poco intraprendenti, poco attenti alla propria città e dediti solo a lavori comodi, possibilmente alle dipendenze di qualche grande azienda come Ilva, Eni, Cementir e così via.

Non solo Taranto ma anche la provincia ha visto nascere poche aziende che producono propri servizi e prodotti (e non semplici rivenditori) nonostante una forte vocazione turistica del territorio e la vicinanza di un’industria che da 60 anni produce acciaio, utile per avviare fabbriche di utensileria, ferramenta, mezzi leggeri e pesanti, prodotti per l’industria, robot e tanto altro.

Negli anni anni abbiamo visto nascere solo tanti negozi e rivenditori di ogni tipo di materiale, spesso a pochi metri da altre aziende che sono riuscite a prosperare.

Abbiamo visto aprire numerose imprese copie perfette di altre concorrenti alla cui base vi sono le medesime strategie, gli stessi canali dei concorrenti diretti e perciò molto vulnerabili ed esposte a frequenti guerre di prezzi al ribasso.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una quantità indescrivibile di negozi di abbigliamento, accessori, pelletterie e calzature TUTTI UGUALI SENZA CIOE’ UNA VERA PROPOSTA DIFFERENZIANTE.

Contemporaneamente a ciò, è calato il numero di artigiani o di piccole aziende manifatturiere che in altre città del mondo invece prosperano grazie anche ad adeguate politiche di sostegno e di sviluppo.

Complice di tutto questo è stata una politica scarsamente attenta all’economia dei propri territori, l’assenza di un serio piano di formazione e di cultura imprenditoriale e la mancanza di stimoli prodotta da un finto benessere indotto dalla grande industria che è stata presentata quale panacea di tutti i mali.

Oggi assistiamo finalmente ad un lento risveglio delle coscienze e degli slanci imprenditoriali, ma siamo ancora lontani da quell’autentico concetto di sviluppo capace di generare lavoro, fatturati e profitti tali da rendere convenienti nuovi investimenti in tal senso.

Sin da quando abbiamo dato vita al sistema Made in Taranto, avevamo ben chiara in mente la nostra idea di futuro. 

Era il 2014 quando abbiamo cominciato. Era il tempo in cui la città veniva associata prevalentemente all’Ilva e all’inquinamento.

Proprio in quell’anno abbiamo iniziato un processo che ha riacceso le speranze e i riflettori sul destino di una città che non poteva essere lasciato nelle mani di un’industria vecchia, ignorante e inquinante.

Abbiamo così dato vita ad un percorso di rinascita basato sulla presa di coscienza delle nostre potenzialità, promuovendone le bellezze e le genti capaci di imprimere una prima vera svolta verso il cambiamento.

Da allora, sono state sempre più le persone, le associazioni e le aziende che hanno seguito questo modello di generale risveglio culturale e commerciale che ha trasformato una città dormiente in un territorio in pieno fermento.

Ora però è il momento di imprimere una seconda svolta, più concreta che abbia immediate conseguenze sullo stato dell’economia.

L’obiettivo è creare lavoro, occupazione, turismo e dare un nuovo grande impulso ai commerci attraverso una grande opera di rigenerazione del tessuto imprenditoriale di Taranto e provincia.

Ci rendiamo perfettamente conto delle enormi resistenze culturali a questo piano, perché molti sono ancora troppo convinti che il mercato sia fermo a causa di un sostanziale stallo dei mercati e di una inesorabile fase di decrescita dovuta ad un generale impoverimento delle tasche degli italiani.

Vogliamo dimostrare con i fatti che non è assolutamente così.

L’unica vera crisi è quella legata all’evoluzione dei bisogni, dei desideri e delle paure che crescono intorno alla vita delle persone.

Lo testimoniano i dati positivi registrati dalle associazioni di categoria relativamente all’andamento del commercio negli ultimi 3 anni, relativamente alle vendite On Line.

Chi paragona questo periodo a quello della crisi del ’29 non sa di cosa sta parlando. Gli basterebbe affacciarsi alla finestra per vedere che, crisi o non crisi c’è comunque gente che fa la fila per comprare l’iPhone X.

Il mercato è cambiato da un pezzo, ma pochissimi imprenditori se ne sono accorti in tempo, rivoluzionando il loro modo di porsi sullo stesso.

“Tu non capisci, il mio settore è differente, è molto particolare,  da noi certe cose non funzionano”, è questa la frase che ci sentiamo spesso dire.

Così, l’unica azione commerciale intrapresa per cercare di attirare clienti è stata al massimo quella di aprire un negozio o un locale in una zona di passaggio.

Anziché porsi il problema di capire cosa serva al mercato, si è pensato solo di aprire “qualcosa” in una zona di passaggio.

La realtà che viviamo tutti i giorni dice tutto il contrario.

Tanto per citare un esempio, circa due anni fa ha aperto una parafarmacia in una delle peggiori zone di Taranto eppure sta registrando grandi numeri positivi sul fronte della crescita. Ciò non è certamente dovuto alla fortuna o alla zona o ai locali, ma alla capacità di questi imprenditori di capire cosa davvero servisse al mercato per offrire una soluzione all’altezza delle aspettative.

La maggior parte degli imprenditori passa le giornate imputando alla Crisi o al Governo il problema del calo delle vendite.

Così, a forza di implorare tutti i santi fumando sigarette sull’uscio dei propri negozi in attesa di nuovi clienti, molti delle attività commerciali hanno semplicemente chiuso i battenti, cadendo come mosche una dopo l’altra. 

Dite che si tratti di incapacità imprenditoriale?

In realtà, comprendiamo bene quello che stanno vivendo molti commercianti e imprenditori tarantini che improvvisamente si vedono togliere la terra sotto ai piedi.

Non è incapacità imprenditoriale.
E’ spesso mancanza di volontà. E’ spesso assenza di stimoli. Oppure semplicemente non si ha voglia di mettersi in discussione, continuando a fare le cose come si sono sempre fatte. Continuando a ripetere costantemente gli stessi errori.

Ci sono poi imprenditori che hanno riversato le proprie speranze su una folta schiera di rappresentanti di commercio che vanno in giro visitando a rotazione i clienti sperando di piazzare qualche ordine qui e lì.

Oppure ci sono quelli che affidano ai classici pubblicitari la realizzazione di campagne creative o di un e-commerce con la convinzione di svoltare da un giorno all’altro.

Le aziende più “illuminate” mettono i venditori a telefonare dopo una bella riunione motivante, oppure passano la palla al tipico “call center” che chiamerà i nostri clienti al posto dei nostri venditori.

ORA BASTA!

E’ giunto il momento di avviare una RIGENERAZIONE DEL TESSUTO IMPRENDITORIALE DI TARANTO E PROVINCIA che sarà portato finalmente a comprendere concretamente la convenienza di compiere adesso la svolta che serve per ricollocarsi ai vertici del mercato.

Da anni sperimentiamo con successo la crescita esponenziale di aziende che hanno scelto di rispondere correttamente alla naturale evoluzione dei mercati.

Non ci limiteremo a insegnare dei metodi che abbiamo creato sulla base di esperienze condotte all’estero e qui a Taranto.

Non ci limiteremo a dire quale sia la ricetta del Cambiamento positivo.

E non ci limiteremo neppure ad indicare la strada.

Quel che faremo con la formula “IMPRENDITORI DI SUCCESSO IN 12 MESI” è aiutare le aziende a riscoprire le proprie capacità di tornare a primeggiare nel proprio settore, sbaragliando i concorrenti e mettendo definitivamente fine alla parole crisi.

Questo processo assicura alle aziende che intenderanno mettersi in discussione un successo che si potrà riscontrare già nei primi 12 mesi di azione.

E se non vi pare abbastanza, abbiamo corredato il tutto di una speciale GARANZIA DI SUCCESSO che parla molto chiaro.

Condurremo le aziende verso un’analisi corretta dei bisogni di mercato e verso un ri-posizionamento al suo interno che le renderà leader indiscusse.

Passeremo ad insegnare i vantaggi di un’adeguata focalizzazione che non può prescindere da una corretta strategia di marketing e, infine, da una formulazione attenta del prezzo capace di affermare brand come “Chiquita”, banane che si vendono a 2,40€ rispetto alle stesse banane ma senza bollino blu che costano 1,99€ e “Melinda” che fa lo stesso giochino con le mele della Val di Non (dalla quale provengono la totalità delle mele vendute in Italia).

Dimostreremo scientificamente che, facendo le cose come vanno fatte, le aziende di qualunque settore possono tornare a proliferare.

Mese dopo mese, dimostreremo che la crisi è solo nella testa. Che è possibile creare profitto, occupazione e lavoro semplicemente tornando a fare seriamente gli imprenditori.

Vi porteremo fior di imprenditori che hanno già provato il nostro metodo e che stanno letteralmente voltando le spalle a quella che tutti abbiamo chiamato impropriamente crisi.

Soprattutto, trasformeremo commercianti e proprietari di aziende in Imprenditori di Successo, capaci di realizzare l’antico sogno di una città punto di riferimento dell’euromediterraneo che genera ricchezza, economia, lavoro e turismo.

Se anche tu hai voglia di metterti in discussione e di avviare il processo che ti porterà ad essere LEADER del tuo settore e IMPRENDITORE DI SUCCESSO IN 12 MESI, clicca sul seguente link ==> www.imprenditoridisuccesso.it e .. Rock ‘n roll!