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12 progetti per far rifiorire la Città Vecchia di Taranto: a che punto siamo?

La città vecchia di Taranto conosce finalmente il suo destino: un recente decreto pare abbia messo finalmente in moto la macchina della rigenerazione urbana

La rigenerazione della Città Vecchia di Taranto riparte dalla sua straordinaria storia e cultura, da una nuova consapevolezza identitaria che può esservi solo con la rinascita del suo cuore pulsante rappresentato dai suoi simboli storici e artistici, aveva detto il Sindaco.

A che punto siamo?

A novembre del 2019, il Ministro allo sviluppo Economico Stefano Patuanelli, quale presidente del TIP Taranto (Tavolo inter-istituzionale Permanente), aveva ufficialmente inviato al Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il decreto ministeriale n. 365 del 6 Agosto 2019 del Mibact “Valutazione positiva della compatibilità del Piano di Interventi per il recupero, la riqualificazione e valorizzazione della città vecchia di Taranto con le esigenze di tutela del patrimonio culturale” 

Tale atto è propedeutico al finanziamento ed alla attuazione di diverse misure del grande Piano degli interventi per la Città Vecchia varato dall’amministrazione Melucci con delibera di giunta 178/2018 ed adottato con delibera di consiglio comunale 119/2019 del 19 giugno scorso.

Si è dato dunque il via alla fase operativa di 12 grandi progetti di restauro e valorizzazione finanziati con delibera Cipe 10/2018 con 90.000.000 euro a valere sui fondi FSC.

Tra i progetti approvati e finanziati, vi è la ri-pavimentazione e fornitura dei sotto-servizi sulle principali strade e piazze della Città Vecchia di Taranto, la riqualificazione di piazza castello e piazza Fontana, la risistemazione dei Lungomare su Mar Piccolo e Mar Grande e restauro delle Mura Aragonesi, il restauro dei palazzi d’Ajala, Delli Ponti, De Bellis, la valorizzazione della rete degli ipogei, la riqualificazione dei principali siti archeologici dell’isola, il sostegno alle imprese, la riqualificazione e ri-funzionalizzazione di Palazzo degli Uffici per 20.000.000 di euro.

Lo scorso 17 dicembre, poi a a gennaio, a marzo e ad aprile si è riunito il Tavolo Istituzionale Permanente del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) al fine di comprendere l’attuale stato dell’arte del lavoro svolto sinora.

Si lavora su tre macroaree: “Taranto nuova”, “Taranto attrattiva” e “Taranto sana, sicura, sociale”.

Il Tavolo 1 si occupa del recupero urbano della Città vecchia di Taranto e del Borgo. Si punta, tra le altre cose, al restauro del Ponte girevole, alla valorizzazione del Castello Aragonese e dell’Arsenale militare, la rigenerazione del quartiere Tamburi e la forestazione urbana.

Il tavoli 2 invece ha ripescato i vecchi progetti Distripark, Agromed e gli interventi nel quartiere Salinella dove si terranno i Giochi del Meditarraneo.

Il Tavolo 3 “Taranto sana, sicura e solidale” si sta occupando di bonifica e ambientalizzazione di alcune aree compromesse, di dare supporto alle famiglie bisognose e del nuovo ospedale ‘S. Cataldo’.

Tra i nuovi progetti presentati da vari Enti ci sono quello per il recupero di:

  • del lungomare V. Emanuele III,
  • del liceo artistico ‘Lisippo’,
  • del Palazzo degli Uffici,
  • di masserie e case sparse,
  • di Palazzo Frisini,
  • del Sistema di ormeggi destinati al turismo nautico.


E a proposito del recupero della Città Vecchia di Taranto, sono stati presentati anche progetti per la riqualificazione dell’area dei docks di Porta Napoli e la realizzazione di Punto di Sbarco, l’infrastrutturazione della rete portuale di trasporto pubblico urbano basata su Bus Rapid Transit ad alimentazione elettrica (143 mln di euro).

Tanti progetti, tanti soldi.

Chissà… 

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