Orti urbani a Taranto: a Maruggio sono già realtà

Orti urbani a Taranto per riavvicinare bambini e adulti ad un sano rapporto con la terra e l’ambiente dopo 60 anni di Industria pesante

Gli Orti urbani a Taranto consisterebbero nella creazione di spazi condivisi dove i cittadini vengono messi nella condizione di piantare ortaggi e verdura. L’idea non è finalizzata ad assicurare nuove fonti di sostentamento alimentare. Invece mira a recuperare terreni abbandonati al loro destino e a sensibilizzare giovani e meno giovani sulle delicate tematiche ambientali

Dedicarsi alla cura della terra e spendere del tempo in un’attività che richiede energia e impegno può essere anche una sorta di cura per lo stress. Molte persone infatti utilizzano questa attività nel loro tempo libero per poter liberarsi dei problemi e rilassarsi.

L’introduzione di Orti urbani in una città come Taranto può rappresentare un primo passo verso il ripensamento delle periferie e delle borgate. Inoltre può contribuire la nascita di una nuova sensibilità verso la natura e il rispetto dell’ambiente. Si tratta infatti di convertire aree abbandonate o degradate, affidandole a cittadini e commercianti. In teoria, tutti potrebbero richiedere l’assegnazione di una di queste tante aree. Basterebbe che il Comune provvedesse ad emettere un bando di concorso. Dopodiché, chiunque potrebbe farne richiesta.

La proposta di creare Orti urbani a Taranto nasce anche da questa considerazione: da un lato i cittadini della città di Taranto hanno bisogno di più spazi verdi e di accrescere la propria consapevolezza in fatto di natura e ambiente. Da un altro lato i tarantini hanno bisogno di nuovi spazi di aggregazione per eventi culturali e didattici.

Infine abbiamo il Comune e la Provincia che non possono fare a meno di riscuotere i tributi, mettendo in difficoltà gli stessi cittadini che non possono permettersi di pagare tasse sempre più elevate.

La proposta è di avviare una serie di Orti urbani a Taranto con lo scopo di affittarli a cittadini e imprese alla cifra di 1 € al giorno. per ovviare al problema delle casse comunali e provinciali e, nello stesso tempo, donare ai cittadini vivibilità, cultura e ambiente. 

Il vantaggio degli Orti urbani a Taranto è per tutti:

  1. è per il Comune che incassa 360 € all’anno dai cittadini che affittano gli orti
  2. è per i lavoratori socialmente utili in quanto potrebbe essere assorbiti nei compiti di sorveglianza
  3. è per i cittadini che possono dedicarsi alla coltivazione degli orti per fini didattici
  4. è per le associazioni culturali e le imprese che possono disporre di spazi attrezzati a basso costo per svolgere i propri eventi di carattere economico (fiere ed esposizioni), sociale e culturale
  5. è per gli agricoltori che possono insegnare a noialtri cosa significhi nutrirsi di ortaggi e frutta di stagione
  6. è per tutti perché impariamo a rispettare l’ambiente.

Gli Orti urbani a Taranto rappresenterebbero un fattore cruciale per il benessere della comunità: consentirebbero alle municipalità di incrementare la presenza di aree verdi, migliorando così la qualità dell’ambiente e riducendo l’inquinamento, di riqualificare le zone degradate, di frenare il consumo di suolo (in particolare quello agricolo delle fasce periurbane), sottraendo i terreni all’abusivismo edilizio e alla speculazione e valorizzando il paesaggio attraverso le attività agricole.

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Merita senz’altro una segnalazione in merito l’idea del Comune di Ostuni, che intende riqualificare l’intera cinta muraria attraverso la creazione di orti urbani terrazzati mediante l’acquisizione (da parte del Comune stesso) della fascia verde addossata al centro storico.

L’orto diffuso è anche esperienza didattica per le scuole. I quartieri cittadini che rilasciano i permessi, infatti, lasciano una quota degli  orti per le lezioni con la zappa.

L’orto comunale è anche l’occasione per far socializzare persone sole, con problemi che in questo modo possono allacciare relazioni. Come ha ben documentato Erika Zanetti (su http://ericazanetti.com/ si possono ammirare molti scatti)  artista e fotografa che ha prodotto l’opera per immagini: “ORTOgrafie: segni di terra bolognese e della sua gente”.

Per dovere di completezza segnaliamo che vi possono essere varie tipologie di orti: comunali, scolastici, Corporate Gardensorti di quartiere, così come riportato in questo sito. Ad oggi le regioni italiane in cui è maggiormente diffusa la cultura dell’orto urbano sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Valle D’Aosta ed Emilia Romagna. C’è infine chi parla addirittura di business.

Il Comune di Maruggio ha già avviato numerose iniziative in tal senso: il suo Assessorato, l’Istituto Comprensivo “T. Del Bene”, e l’OdV Legambiente di Maruggio hanno dato vita ad un Orto Didattico all’interno della scuola Collodi, dedicato ai bambini frequentanti il plesso.

Il progetto è stato realizzato a cura della Legambiente di Maruggio intitolato: GREENFUTURE “Progetto pluriennale di sensibilizzazione ed educazione ambientale”.

Un orto a scuola perché?
Coltivare è il gesto più antico, forse il primo che ha consentito di parlare di civiltà. Coltivare un orto a scuola è coltivare prima di tutto dei saperi. Saperi che hanno a che fare con i gesti, con un apprendimento esperienziale che le generazioni più giovani non sempre hanno modo di sperimentare.
Coltivare a scuola è un modo per imparare. Imparare a conoscere il proprio territorio, il funzionamento di una comunità, l’importanza dei beni collettivi e dei saperi altrui. Saperi di altre generazioni e di altre culture. Coltivare l’orto a scuola è un attività interdisciplinare adattabile ad ogni età, un’occasione di crescita in cui si supera la divisione tra insegnante e allievo e si impara condividendo gesti, scelte e nozioni, oltre che metodo.

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