Attrazioni ed Escursioni

I Riti della Settimana Santa a Taranto sono tra i più antichi d’Italia

foto di Michele Gregucci

I Riti della Settimana Santa a Taranto costituiscono l’evento più importante dell’anno: dal Giovedì Santo al Sabato Santo, Taranto vive momenti di grande emozione. E i frenetici ritmi della vita quotidiana lasciano il posto al lento incedere dei Perdoni.

Per tutta una Settimana, un moto silenzioso di persone di tutte le età si riunisce nelle vie del centro al seguito delle Processioni dei Misteri e dell’Addolorata.

I Riti della Settimana Santa a Taranto risalgono al 1703, quando don Diego Calò, marito della nobile tarantina Ippolita Imberverato, ordinò a Napoli le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Una volta arrivate a Taranto, le statue furono collocate in una cappella gentilizia (forse presso la Chiesa Sant’Agostino, in Città Vecchia).

Da allora, don Diego Calò radunò le confraternite di Taranto per la processione del Venerdì Santo, limitata all’epoca soltanto al Gesù Morto e all’Addolorata. Solo nei secoli successivi, si aggiunsero altri simulacri alla processione altri simulacri, raffiguranti i momenti più significativi della Passione e Morte di Gesù.

foto Pino Calvo

Poi, nel 1765, Francesco Antonio Calò, figlio di Don Diego, donò le statue che componevano la processione alla Chiesa del Carmine e conferendo ad essa il compito di perpetrare la tradizione.

I Riti della Settimana Santa a Taranto iniziano nella Domenica delle Palme, momento in cui la Confraternita di Maria SS. Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine in due luoghi diversi si riuniscono in Assemblea straordinaria, detta “gara”, per procedere all’aggiudicazione dei simboli e delle poste che usciranno in pellegrinaggio e in processione nei giorni del triduo pasquale.

La fase preparatoria della Settimana Santa a Taranto vede impegnate le Confraternite sin dal Mercoledì delle Ceneri.

Entrambe le Confraternite organizzano ogni domenica sera la Via Crucis, vissuta dai confratelli in abito di rito.

Il tutto ha poi inizio il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini, durante la quale avviene il rito della lavanda dei piedi a dodici confratelli in abito di rito.

Intanto, dalla Chiesa del Carmine si sono già avviate le coppie di confratelli per il pellegrinaggio dei Perdoni.

Il Venerdì di Passione ha luogo in San Domenico la secolare funzione della Compassio Virginis, secondo il rito dei Servi di Maria, alla cui spiritualità la Confraternita si ricollega, con la solenne partecipazione dell’Amministrazione, in abito di rito; il lunedì Santo infine si svolge il pio esercizio della meditazione sulle sette parole di Cristo in Croce.

foto di Sara Bastianelli

La più solenne è quella dell’ultima domenica di Quaresima, detta un tempo domenica di Passione, lungo via Duomo, nella Città Vecchia sino alla chiesa di San Domenico; la sera del lunedì successivo si svolge, sempre in San Domenico, il Concerto della Passione a Taranto, eseguito dalla Banda della Marina Militare.

I Perdoni sono Confratelli della Chiesa del Carmine.
E rappresentano figure cardine della Settimana Santa a Taranto.

Procedono lentamente tra le vie della città con il dondolio continuo detto “nazzecata”.

Il loro nome forse deriva dai pellegrini che si recavano a Roma per chiedere il perdono dei propri peccati. Incedono scalzi indossando un camice bianco, un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi, una corona di sterpi poggiata sul capo; guanti bianchi, un rosario nero appeso in vita con medaglie sacre ed un crocifisso oltre a una cinghia di cuoio nero attaccata in vita, rappresentante la frusta con la quale venne colpito Gesù, e due scapolari recanti rispettivamente le scritte ricamate “Decor” e “Carmeli”.

I Perdoni portano inoltre un bastone alto circa due metri che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini.

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