Con l’ittiturismo, le case dei pescatori diventano mete di viaggi da sogno

Parte della Città vecchia di Taranto è fatta di antiche case dei pescatori che potrebbero diventare alberghi sul mare, ristoranti chic e originali centri benessere talassoterapici

La foto che vedete in copertina ritrae la bellissima Procida, un borgo di pescatori a cui ci siamo ispirati per scrivere quest’articolo.

Qui praticano ittiturismo, una concreta possibilità anche e soprattutto per Taranto, Città dei Due Mari.

L’ittiturismo integra l’attività dei pescatori con una serie di servizi a terra. In tutta Europa e anche oltre, le antiche case dei pescatori vengono trasformate in punti di ristoro, musei del mare, ristorantini e centri di scambio culturale e ricreativo.

In tal modo si valorizzano tutti gli aspetti socio-economico-culturali legati al mondo dei pescatori.

Molteplici le chiavi di lettura: fliera corta, kilometro zero, turismo eco-sostenibile, ambiente e cultura.

Si pesca solo in funzione dello specifico bisogno del giorno e non più per i grandi mercati. E quindi  il minore sfruttamento delle risorse ittiche è compensato da una rivalutazione del prodotto.

case di pescatori a Levanzo (Trapani)
case di pescatori a Levanzo (Trapani)

Le vecchie case dei pescatori, molte delle quali abbandonate, vengono riscoperte in funzione di una straordinaria opportunità legata al turismo che si traduce anche in valorizzazione di un intero borgo marinaro grazie alle ristrutturazioni che, casa dopo casa, ridonano nuova vita alle stesse.

Ed ecco che in Sicilia e precisamente a Trapani, è nata la cooperativa della pesca (La Tramontana) che ha ripensato il concetto di pesca riscoprendolo a cavallo tra ambiente e sostenibilità.

Cosicché il pescato quotidiano è passato da merce da rivendere ai ristoranti a base per la produzione, preparazione e somministrazione di piatti tipici nei propri locali adibiti ora a ristorantino.

E si crea anche l’occasione ideale per degustare e acquistare prodotti aziendali (pesce salato, secco e sott’olio) e contemporaneamente diffondere una nuova cultura del mare e della pesca.

Anche in Francia, l’ittiturismo ha preso piede e ha visto trasformare vecchie case di pescatori in strutture turistiche in linea con le richieste di numerosi turisti sempre in cerca di novità e particolarità.

Case di pescatori as Aix enb provence - albertogregori.com
Case di pescatori as Aix enb provence – albertogregori.com

A Cap D’ Antibes, quasi tutto il lungomare è costellato da vecchie case di pescatori trasformate in piccoli ristorantini, sempre pronti con i  loro dehors eleganti e raffinati ad accogliere turisti rapiti dall’azzurro intenso del fronte mare.

Case di pescatori a Cassis (albertogregori.com)
Case di pescatori a Cassis (albertogregori.com)

In Italia, a Fregene: qui si parla di Villaggio dei Pescatori dove vecchie case di pescatori sono state riconvertite e trasformate in abitazioni alla moda.

In Liguria, a Genova, l’ittiturismo, l’agriturismo del mare, è una realtà ed è sostenuta anche da una legge regionale che ne agevola i contenuti. In via Aurora, un magazzino è stato convertito in locale dotato di sei tavoli, dove un massimo di 20 persone può degustare i prodotti del mare a prezzi abordabili (antipasto 7 euro, primo 10, secondo 13). Un successo!

In Croazia, isola di Murter, case di pescatori semplici e modeste, ma ristrutturate consentono ai turisti di rivivere il fascino del tempo che fu. Qui si usa ancora la cisterna con l’acqua piovana, il sole come sorgente di energia, frigoriferi a gas e doccia davanti casa, scaldata dal sole. Problemi e difficoltà trasformati ancora una volta in opportunità.

Anche in altre isole (Kornati, Zut, Dugi Otok), antiche casette che venivano utilizzate come rifugio durante la pesca sono state rese adesso abitabili. Si trovano nei posti più sperduti, spesso senza nessun’altra casa nell’arco di parecchie miglia.

Quasi di regola vengono raggiunte solo via mare. Non dispongono di corrente elettrica, ma di panelli solari che offrono elettricità appena sufficiente per l’illuminazione, i rifornimenti avvengono tramite la “barca supermercato” che fa il giro dell’arcipelago.

Taranto ha dunque una grande opportunità. Possiede uno dei borghi dei pescatori più belli al mondo, apprezzati da numerosi turisti nonostante l’attuale stato di abbandono in cui versa la Città Vecchia.

Imprenditori possono formare cordate in collaborazione con gli stessi pescatori.

Si riscoprirebbe una nuova vocazione, quella del mare, il vero, autentico punto di ri-partenza di questa città.

Soprattutto si tornerebbe a vivere di quello che la nostra terra da sempre offre e si concretizzerebbe la vera alternativa alle Grande Industria con posti di lavoro veri ed un’eco-sostenibilità attuata come si deve.

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