Cosimo Dellisanti, autore del libro Dragon Town

Cosimo Dellisanti

Intervista a Cosimo Dellisanti, l’autore del romanzo Dragon Town ambientato a Taranto in cui un imprenditore indiano fa un discorso alla gente della nostra città

Dellisanti, ci racconti un po’ di lei e della iniziativa Agora’ Magazine

“Sono uno studente di Lettere di Taranto che attualmente sta specializzandosi in Filologia Moderna a Bari. Ho fatto il giornalista per due anni circa. Quest’anno sono usciti due miei libri, i primi due, Dragon Town, romanzo ambientato a Taranto, e Tommaso Niccolò d’Aquino – poeta et pastor, quest’ultimo tratto dalla mia tesi di laurea e riguardante il nostro illustrissimo concittadino. Agorà Magazine è stata la prima testata online a pubblicare la mia lettera aperta ad Angelo Bonelli”.

Cosa pensa dell’attuale situazione economica e politica di Taranto

“Penso che sia la sintesi di tutta la situazione che da circa centocinquant’anni vige nella penisola italiana: un Sud colonia di forze imprenditoriali del Nord totalmente disinteressate al pieno sviluppo dell’intero Paese, ostaggio di uno Stato tutt’altro che equo, mancante di senso civico e retto da una classe dirigente connivente e impreparata, almeno per quanto riguarda la vecchia guardia, mentre le nuove leve sono ben diverse”.

Qual è il suo contributo alla città?

Dragon Town
CITAZIONE DEL LIBRO: “Sai qual è il vangelo qui a Dragon Town? Sesso, morte e soldi!” SINOSSI Secondo le leggende medievali, i draghi rapivano le belle principesse per mangiarle. Erano solo favole, ma le favole nascondono sempre un significato molto più reale di quel che sembra. E sembra proprio che draghi affamati si siano risvegliati nella città di Taranto e si annidano tra il mare e le gravine. Il corpo di una ragazza viene ritrovato cannibalizzato in una palude. La firma del delitto è Dragon Town, la città dei draghi. Per gli ispettori Merli e Arciere Dragon Town non è che un’organizzazione criminale da fermare; per lo scrittore Nicandro significa solo fama per sé; per la giornalista Emma non è che uno scoop. Cos’è davvero Dragon Town? Dragon Town è l’Inferno. Dragon Town è la tenebra che si annida nel cuore degli uomini.

“Sono particolarmente fiero della mia tesi di laurea sul Galesus Piscator di Tommaso Niccolò d’Aquino, che oggi è conservata nell’archivio della storica Accademia dell’Arcadia a Roma. Poi sicuramente Dragon Town, un thriller scritto per mostrare il peggio e il meglio di Taranto: classe dirigente inadeguata, inciviltà, inquinamento, ma anche bellezze naturalistiche, storia unica e molta umanità sana. Il libro sta avendo solo apprezzamenti e, al di là della storia in sé, le recensioni affermano che uno dei punti forti del romanzo è proprio la descrizione che faccio della città. Ho voluto inserire anche una mia idea per lo sviluppo, cioè un polo universitario specifico per Taranto. Poi ho altro nel cilindro, progetti più concreti di soli romanzi”.

Avrà sicuramente appreso i tanti progetti e proposte che stanno rendendo la città particolarmente attiva negli ultimi mesi.. quali idee l’hanno colpita in particolare?

“Idee buone ce ne sono, ma spesso non sono quelle che hanno più visibilità. Sicuramente la parola d’ordine è “recupero” e non “imposizione” di una tradizione. Come ho detto, io stesso sono coinvolto in molti progetti atti a recuperare questa tradizione. Uno di questi prenderà forma quest’autunno, saranno coinvolte anche alcune scuole di Taranto. Poi mi piace molto il progetto “Isola che Vogliamo” e il movimento che crea in Città Vecchia, rifiuti e abusivismo a parte, ma quelli non dipendono certo da chi organizza l’evento”.

Una recente proposta è stata avanzata anche dai Verdi… parla di riconversione industriale. Cosa ci vede di concreto e soprattutto di attuabile?

“Il progetto è molto concreto. Non è il mio campo di studi, ma ho studiato molto la situazione Tarantina. Progetti per attenuare l’impatto ambientale esistono sin dagli anni settanta. Bonelli prende come modello Pittsburgh e Bilbao, dove hanno già dimostrato che si può fare. Dobbiamo pur sempre ricordare che quello che abbiamo noi è lo stabilimento più grande d’Europa è i processi, semmai si dovessero mettere in pratica, saranno molto lunghi. Poi serve anche la volontà: finché avremo dirigenti come quelli attuali (a Taranto, a Bari e a Roma), qualunque progetto positivo rimarrà una chimera”.

Abbiamo letto di un suo intervento su Agorà Magazine proprio in riferimento a Bonelli e ai Verdi… tra le righe abbiamo letto anche di sue idee da addurre alla proposta dei Verdi come completamento della stessa. Ce ne vuol parlare?

“La proposta che faccio io, così com’è spiegata, è improbabile. Nel romanzo, un ricchissimo imprenditore indiano (di mia invenzione) vuole costruire a Taranto una sede della sua università privata (altre sedi sono in Russia, Cina, India e in altre nazioni emergenti). Non mi sono ispirato alla proposta dei franco-indiani dell’Arcelor Mittal, perché ho scritto Dragon Town molto prima della loro entrata in scena. In realtà il mio personaggio è un filantropo, non un investitore, ed è ciò che a Taranto e nel Sud d’Italia manca. Il suo progetto è dare alla città il vero pilastro per la ricostruzione: l’Università, con facoltà scientifiche e umanistiche. Non credo ci vogliano filantropi indiani a Taranto, ma solo la volontà di potenziare l’università di Taranto che già vivacchia. Non è possibile che una città di 200.000 abitanti abbia solo sedi distaccate”.

Cosa fa di bello nella vita?

“Studio molto, è ciò che preferisco fare. Scrivo molto, ma questo è sempre correlato al mio studio della Letteratura. Non pubblico a pagamento, ma voglio che l’editore dia fiducia a quello che ho scritto, altrimenti non è una buona opera se nessuno ci investirebbe un centesimo. Per ora non ho intenzione di lavorare ad altri romanzi, ma sperimentare per conto mio altri generi, come la drammatica. Per il resto, beh, sono un normale venticinquenne: ho la ragazza, ho amici fidati, pratico arti marziali. Ho interessi un po’ nerd, ma nemmeno poi così tanto”.

Un’ultima battuta: chi sarà il prossimo Sindaco di Taranto?

“Spero che sia qualcuno degno di concludere il poker Archita – Antonio del Balzo Orsini- Tommaso Niccolò d’Aquino – Luigi Viola. Questi che ho citato sono stati i più grandi dirigenti che Taranto abbia mai avuto. Il buon sindaco di Taranto, secondo me, dovrebbe essere un umanista, che sappia riconoscere il Bello, diffidi dal Falso e che rifiuti senza remore il Mediocre. Non un erudito chiacchierone, è chiaro, ma uno che conosca la tradizione e la sappia far fruttare concretamente”.

Cosimo Dellisanti è dottore in lettere moderne e culture del territorio ed è giornalista pubblicista. Collabora con diverse redazioni giornalistiche, radiofoniche e televisive. Attualmente studia filologia moderna all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.  La sua tesi di Laurea è conservata presso l’Accademia dell’Arcadia, mentre Dragon Town è stato portato alla fiera del libro di Torino.

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