Spiagge pulite e decoro pubblico a costo zero: ecco come

Lo strumento c’è e si chiama “conversione della pena detentiva in lavoro di pubblica utilità”

Abbiamo un mare favoloso che più di qualcuno paragona ai Caraibi.

Abbiamo immensi parchi pubblici e chilometri di demanio spesso lasciato a se stesso per mancanza di risorse.

Politica e amministrazione hanno il difficile compito di garantire ai propri concittadini maggiore benessere sia dentro che fuori le città. Per questo, ci si deve ingegnare nel lavorare in direzione del bello, cura del verde, pulizia.

Per garantire spiagge pulite e verde pubblico rigoglioso e ospitale, occorre investire tanto in termini di personale e risorse economiche in genere.

E allora ecco la proposta Made in Taranto:

Premettiamo che abbiamo preventivamente contattato gli uffici dell’UEPE e interpellato alcuni funzionari con cui abbiamo già attuato delle collaborazioni: Anna Lasorte, Patrizia Cervellera, Alessandra Ingrassia.
Insieme a loro abbiamo esaminato diverse soluzioni possibili.

E intanto una rassicurazione: la soluzione c’è ed è semplicissimo. Serve solo volontà di fare.

La soluzione Spiagge pulite è duplice: da un lato è possibile attivare un protocollo ordinario con il tribunale di Taranto per l’affidamento di lavori di pubblica utilità a chi è stato condannato per reati minori.
Da un altro lato, è possibile avvalersi della giustizia riparativa e favorire progetti di inclusione sociale.

In pratica, per i reati previsti dal Codice della Strada (guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti), è previsto che la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con lavori di pubblica utilità. Essi sono realizzati presso Enti locali o associazioni che hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale di Taranto. Gli enti ed associazioni mettono a disposizione un numero variabile di posti disponibili che sono regolarmente utilizzati a questo scopo.

I lavori di pubblica utilità possono consistere nella prestazione di opera materiale o intellettuale, quali, ad esempio, i servizi di manutenzione del verde, o di assistenza alla persona, o di collaborazione alle attività degli enti, quali quelli svolti, in passato, dagli  obiettori di coscienza; unico onere a carico dell’ente convenzionato è la copertura assicurativa INAIL, per gli enti locali, o volontaria per gli altri enti.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
•     Art. 73 comma 5-bis del d.p.r. 309/1990
•    Articoli 186 comma 9-bis e 187 comma 8-bis del d.lgs.285/1992

CHI PUO’ RICHIEDERLO
•    L’interessato con l’assistenza di un difensore munito di procura.
•   La sanzione viene disposta dal giudice su richiesta dell’imputato, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art 444 del codice di procedura penale (patteggiamento). Con la sentenza di condanna il giudice individua il tipo di attività, nonché l’ente o l’amministrazione dove deve essere svolto il lavoro di pubblica utilità. La prestazione di lavoro non retribuita ha una durata corrispondente alla sanzione detentiva irrogata (la durata della pena detentiva irrogata è corrispondente a un giorno, inteso come due ore, di lavoro di pubblica utilità, che corrisponde anche  a 250 euro di pena pecuniaria).

Auspichiamo che la proposta Spiagge pulite non passi inosservata e che ci si attivi con immediatezza nell’interesse del territorio e del suo futuro.

Made in Taranto è a disposizione per offrire tutto il supporto necessario affinchè la proposta trovi la necessaria attuazione.

E intanto, a Trani e Roma, qualcuno ci ha già pensato
==> https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/24/carceri-lesperimento-del-dap-detenuti-impiegati-per-pulire-i-giardini-di-roma/4247637/

==> http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/trani-pulizia-della-spiaggia-e-coinvolgimento-dei-detenuti-nella-tutela-dellambientale

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