Consigli per negozi e aziende

Rilancio dell’area di crisi industriale di Taranto (e provincia): quali agevolazioni

sono state predisposte delle misure per il Rilancio dell’area di crisi industriale di Taranto,Crispiano, Massafra, Montemesola, Statte

In una città dove, dall’avvento dell’Ilva, si sono susseguiti solo aperture di negozi fotocopia, finalmente arrivano fondi e aiuti alle imprese a favore del Rilancio dell’area di crisi industriale di Taranto e provincia.

L’obiettivo è sostenere l’incremento degli investimenti produttivi.
Quindi non più finanziamenti generici volti ad aiutare chiunque abbia una mezza idea di business, ma chi invece ha progetti seri di investimento per avviare veri e propri processi produttivi.

Vediamo in cosa consistono questi aiuti alle imprese per il Rilancio dell’area di crisi industriale di Taranto e provincia:

Le iniziative imprenditoriali devono prevedere la realizzazione di:
a. programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione;
b. programmi occupazionali finalizzati ad incrementare il numero degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento.
2. Le iniziative imprenditoriali debbono prevedere programmi di investimento con spese ammissibili di importo non inferiore a euro 2.000.000,00 (duemilioni).

Le aziende si devono impegnare a concludere, entro il dodicesimo mese successivo alla data di ultimazione del
programma di investimento, il programma occupazionale proposto ed a non decrementare nei successivi tre anni il numero degli occupati.

Nel caso di decremento dell’obiettivo occupazionale nei limiti del 50% di quanto previsto, le
agevolazioni sono proporzionalmente revocate. Per decrementi superiori al 50% la revoca è totale. 

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 (“Regolamento GBER”).

Il finanziamento agevolato concedibile è pari al 50% degli investimenti ammissibili.

Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono complessivamente di importo non inferiore al 8% della spesa ammissibile.

L’importo complessivo massimo del contributo in conto impianti e dell’eventuale contributo diretto alla spesa è determinato, in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER.

Le domande di agevolazione debbono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, a pena di invalidità, secondo le modalità e i modelli indicati nell’apposita sezione dedicata alla legge n. 181/1989 del sito istituzionale dell’Agenzia medesima (www.invitalia.it).

Le domande di agevolazioni debbono essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 28 settembre 2018 e sino alle ore 12.00 del 27 novembre 2018.

Gli aiuti alle imprese per il Rilancio dell’area di crisi industriale di Taranto e provincia riguardano in particolare i seguenti comparti produttivi:

» Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, con esclusione dei mezzi di trasporto;
» Attività di imballaggio e confezionamento per conto terzi;
» Alberghi e strutture simili;
» Villaggi turistici;
» Affittacamere, case vacanze, bed and breakfast;
» Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature);
» Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi;
» Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche;
» Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca;
» Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi;
» Fabbricazione di altri mezzi di trasporto (intera divisione nel rispetto dei limiti imposti dalla
disciplina comunitaria in riferimento alla cantieristica navale);
» Produzione di gelati;
» Produzione di prodotti di panetteria freschi;
» Produzione di paste alimentari, cuscus e altri farinacei;
» Lavorazione del caffè;
» Produzione di birra;
» Industria delle bibite analcoliche, acque minerali, e altre acque in bottiglia;
» Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici;
» Fabbricazione di giochi (inclusi i giochi elettronici);
» Pubblicazione di elenchi e mailing list;
» Edizione di software;
» Produzione di software;
» Ricerca scientifica e sviluppo.

Gli aiuti alle imprese puntano a porre rimedio all’alto tasso di disoccupazione, per queste le aziende in questione dovranno assumere disoccupati residenti nei comuni dell’area di crisi o che abbiano avuto ultima occupazione presso
unità produttive localizzate nell’area di crisi.

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