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Isola di San Pietro, la bella dell’arcipelago pugliese delle Cheradi a Taranto

foto di Daniele Correnti

L’arcipelago delle Cheradi comprende le isole di San Pietro e San Paolo. Si raggiunge in pochi minuti grazie alle idrovie  

L’arcipelago delle Cheradi comprende le isole di San Pietro e di San Paolo. L’isola di San Pietro è aperta al pubblico e può essere raggiunta con il servizio AMAT Idrovia.

Fino agli anni 60, esisteva anche l’isola di San Nicolicchio, oggi però utilizzata dalle infrastrutture industriali e quindi non più visibile.

L’isola di San Pietro è la bella delle Cheradi che si contraddistingue per la sua ricchezza sia floristica sia faunistica.

foto di Daniele Correnti

Anticamente le Cheradi erano delle colline poste a circa 130 metri sul livello del mare, costituendo lo spartiacque fra due valli fluviali di cui una occupava un area oggi comprendente il Mar Grande. La fusione dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello marino raggiunse quello attuale, circa 6.000 anni fa.

L’isola di San Pietro era chiamata dagli antichi Greci Phoebea in onore della dea Artemide (la latina Diana) per via della folta boscaglia che la colonizzava.  

Abitata da Fenici, Greci e Romani, l’isola fu frequentata per lo più da pescatori ed allevatori nel Medioevo, allorquando vennero costruiti dei piccoli monasteri che pare favorirono lo sviluppo di piccoli villaggi, poco più che masserie.

Alla fine del XIX secolo, le Cheradi divennero il punto centrale di difesa della nascente infrastruttura.

Sull’Isola di San Paolo fu realizzata la Batteria di San Pietro, demolendo parte del forte napoleonico, mentre sull’Isola di San Pietro furono costruite, tra il 1883 ed il 1901, la Batteria Ammiraglio Aubry e la Torre Corazzata Vittorio Emanuele II, realizzate dal tenente del Genio Emilio Marrullier. 

foto di Daniele Correnti

Fra le opere ingegneristiche militari maggiori vanno menzionate alcune opere difensive all’interno della baia, quelle a difesa della rada e della base navale. 

Le opere consentirono di realizzare un’efficace protezione dagli effetti dinamici del moto ondoso ionico ed una restrizione a passaggi obbligati per il traffico navale che comportarono un’ulteriore difesa da possibili infiltrazioni di unità nemiche. In particolare, si trasformò l’area costiera del Mar Grande in una rada protetta da un importante sistema di batterie di difesa con una portata di circa otto chilometri.

Dopo la seconda guerra mondiale, le isole Cheradi hanno perso la loro importanza militare ma, grazie alle servitù militari, sono state protette da mire speculative.

Secondo la tradizione popolare, si natta che San Pietro sia sbarcato su quest’isola, un tempo denominata “San Pelagia”.   Altri giurano di aver visto o sentito che sulle Cheradi si aggira il fantasma di Choderlos de Laclos, Generale dell’esercito napoleonico e scandaloso autore del romanzo Le relazioni pericolose: https://www.madeintaranto.org/fantasma-choderlos-de-laclos/

Tra i progetti, si pensa alla creazione di un’isola della Scienza: https://www.madeintaranto.org/isola-della-scienza/

Delle Cheradi ne ha parlato anche la RAI nel noto programma LineaBlu: https://www.madeintaranto.org/le-isole-cheradi-taranto-su-lineablu-programma-di-rai-uno/

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foto di Stefano Mineo

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