Sai che a Taranto esistono decine di varietà di fichi, dai più dolci e zuccherini ai più delicati e rari? Un patrimonio unico che fa della nostra città una vera culla di biodiversità mediterranea.
Quando si parla di Taranto, spesso l’immaginario corre veloce verso i suoi problemi, le contraddizioni e il peso dell’industria. Ma c’è un’altra Taranto che resiste e che racconta, in silenzio, la sua vera essenza: quella fatta di sapori antichi, di frutti che da secoli accompagnano la nostra tavola.
Tra questi, un posto speciale lo occupano i fichi. Sono memorie commestibili, un patrimonio di biodiversità che ci rende “speciali”.
Ogni fico tarantino ha la sua personalità. C’è il Fico Marangiana, dolce e generoso, il classico “fico da festa” che mette tutti d’accordo. Il Fico Natalino, invece, matura a dicembre e regala dolcezza proprio durante le feste.
Poi c’è il Fico Troiano, particolarmente profumato, e il Fico Ottato, che con la sua polpa scura e compatta è perfetto per l’essiccazione, il profumo d’estate che ci accompagna nei mesi invernali.
Il Fico Verdino si gusta meglio fresco, delicato e dissetante, mentre il Fico Turco conquista per la sua dolcezza intensa nonostante le piccole dimensioni.
E infine il Fico della Madonna, che compare a giugno, come un inno alle feste mariane, anticipando l’estate con il suo sapore inconfondibile.

Queste varietà di fichi sono un simbolo di resistenza culturale e agricola: ricordano il lavoro dei contadini, le mani che hanno custodito e tramandato semi e innesti, la biodiversità che oggi rischia di essere dimenticata.
Difendere i fichi di Taranto significa difendere un pezzo della nostra identità. Perché Taranto possiede anche di questa ricchezza silenziosa.
Se anche tu avverti l’orgoglio di appartenere a questa terra, raccontalo. Facciamo sapere che Taranto è molto di più di quello che spesso si dice: è la dolcezza di un fico che sa di casa, è biodiversità da proteggere, è vita che chiede solo di essere custodita.
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