La Spiaggia in Città: Dubrovnik ci insegna che è possibile anche a Taranto

spiaggia in città

Ce l’ha anche Taranto la spiaggia in città, ma da anni un bel cartello vieta di farci il bagno. Eppure un tempo, al di sotto del Lungomare c’erano fior di stabilimenti balneari

La Spiaggia in Città non è solo una questione turistica.

Per noi tarantini che siamo “capitale di mare”, dovrebbe essere una caratteristica capace anche di attirare turisti e visitatori di ogni parte della Puglia.

Eppure quel divieto di balneazione proprio sull’unica spiaggia in città sembra frapporsi tra l’ideale che abbiamo tutti di città e una situazione attuale che andrebbe sanata.

So che l’attuale Amministrazione comunale è molto sensibile a questi argomenti.

E credo che l’ostacolo alla Spiaggia in Città sia qualcosa che vada molto al di là della questione cittadina. Intendo non credo che sia di competenza comunale.

Da mie personali fonti, so che quel divieto di balneazione risalga ai tempi della costruzione del Vecchio Ospedale. Un tempo infatti molti degli scarichi erano diretti in mare aperto.

Oggi abbiamo un depuratore che funziona, salvo i giorni di pioggia battente, in cui scatta la valvola del “troppo pieno”. In questi casi, l’acqua proveniente dalle strade, in assenza di fogna bianca, si riversa direttamente in mare.

E poi ci sarebbe la questione del mercantili.

Tutto sommato, l’idea di una Spiaggia in Città mi sembra un sogno realizzabile. Basterebbe (credo) aprire un dialogo con Capitaneria di Porto, Regione e Acquedotto Pugliese.

Non conosco a fondo le problematiche, ma spero che questo breve articolo riesca quanto meno a smuovere qualcosa.

E comunque sia, quella in foto è Dubrovnik che attira ogni anno numerosi turisti proprio grazie alle sue meravigliose spiagge diffuse.

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