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phytoremediation per disinquinare terreni e corsi d’acqua

Più sono semplici, più le soluzioni sono fattibili ed economiche da realizzare. Con il sistema della phytoremediation, è possibile disinquinare terreni e corsi d’acqua in modo risolutivo ed economico.

phytoremediation

In tempi di ristrettezze, occorre pensare con semplicità e con soluzioni risolutive.
Taranto in particolare il problema dell’inquinamento è particolarmente sentito a causa della presenza della grande industria. Ma non tutto è perduto, perchè tecnologia e ricerca ci vengono in aiuto.

E’ il caso della phytoremediation: interventi naturali e semplici per bonificare terreni e corsi d’acqua. E’ questa la tecnica approntata dall’Università di Pisa ovvero dal gruppo di ricerca coordinato fino al 2009 da Flavia Navari, professoressa presso l’allora Dipartimento di Chimica e Biotecnologie Agrarie della Facoltà di Agraria.  Flavia Navari da anni studia ed applica i sistemi di decontaminazione naturale dei siti inquinati.

A tal proposito è stata condotta un lungo lavoro di sperimentazione nella Laguna di Grado e Marano in provincia di Udine, un’area inquinata di circa 3-4 ettari . L’area inquinata è adibita a discarica per lo smaltimento di ceneri di pirite provenienti dai processi di arrostimento del minerale per l’estrazione dello zolfo e la produzione di acido solforico. A seguito di analisi chimiche il sito è risultato gravemente contaminato da cinque metalli pesanti: arsenico, cadmio, piombo, rame e zinco.

La dott.ssa Flavia Navari ha dunque provveduto all’applicazione delle tecniche di phytoremediation, provvedendo alla
selezione delle piante più adatte al disinquinamento. Nella fattispecie, è stata adottata la pianta Brassica carinata che ha bonificato il terreno con successo. La bonifica, resta inteso, necessita di lunghi tempi di attesa. Al tempo stesso, risulta molto efficace.

C’è da dire che anche la canapa risulta essere una pianta ottimale per bonificare efficacemente i terreni. Ne abbiamo parlato in un precedente articoloLa varietà degli impieghi della canapa è straordinaria: è utilizzata per la fibra, da cui si possono ricavare tessuti grossolani o raffinati, a seconda della varietà coltivata e della lavorazione adottata; può servire per fare cordami, fibre tecniche, cellulosa per carta, pannelli coibentanti, mangimi, oli polinsaturi per usi farmaceutici, per la cosmesi e per le vernici; cosmesi e per le vernici; i canapuli sono usati come combustibile o per farne pellets o lettiere per animali. Si producono persino pasta e pane.

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Da qui dunque la proposta di caratterizzare i suoli contaminati (specie in presenza di industrie) e di utilizzare questo semplice ma efficace ed economico strumento naturale per disinquinare i terreni dai metalli pesanti a Taranto e provincia. Allo stesso tempo, non possiamo lasciare che qualcun altro se ne occupi. Occorre una rete di persone, associazioni e imprese che si occupi della questione in maniera determinata con proposte fattive.

Made in Taranto ™ e CNA Taranto sono disponibili ad incontrare in special modo le aziende che desiderino ripensare i propri modelli di business in funzione della notevole domanda di disinquinamento presente nelle nostre aree.

Made in Taranto  e CNA Taranto sono disponibili ad organizzare reti di imprese che operino per la salute e per l’ambiente, ma anche per la salute e l’occupazione. Organizzarsi sotto forma di reti di imprese permette di attingere a fonti di finanziamento in grado di realizzare il sogno di un ambiente più sano e con più posti di lavoro.

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