Gastronomia

Pupe e Scarcelle: a Pasqua, i dolci tipici della tradizione tarantina

foto di Stellio Mario Martelli e Elena Policella

Pupe e Scarcelle tarantine sono dolci tipici di Pasqua che celebrano la Resurrezione e la Rinascita, un tempo identificata con l’arrivo della primavera

Dopo aver documentato la dolce Pecorella Pasquale, oggi passiamo alle Scarcelle.

Pupe e Scarcelle tarantine sono biscotti giganti che prendono la forma di bambole, colombe o ciambelle che custodiscono uno o più uova sode e ricoperte da zuccherini di vari colori.

Simboleggiano la rinascita, la nuova vita, la risurrezione dal peccato originale.

foto di Elena Policella

Il nome delle Scarcelle tarantine deriva dall’urgenza di scarcerare le uova sode imprigionate tra le strisce incrociate di pasta frolla.

Secondo la tradizione più antica, le uova sono da sempre simbolo di fecondità e di vita e si soleva mangiarle in onore dell’arrivo della primavera, come simbolo di rinascita di una nuova vita.

Successivamente i primi Cristiani hanno associato questa tradizione alla Rinascita di Cristo: l’uovo è diventato così simbolo di rinascita e quindi di Resurrezione.

La tradizione vuole anche che Pupe e Scarcelle tarantine vengano preparate durante la Settimana Santa e che in quei giorni da ogni casa si sprigioni il tipico profumo di biscotti cotti al forno, aromatizzati con il limone.

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La tradizione delle Scarcelle tarantine rivivono al Panificio Magna Grecia dove questa leccornia viene fatta ancora come una volta.

E’ fatta con ingredienti semplici: farina, zucchero, uova, olio, lievito, limone, confettini colorati.

foto di Stellio Mario Martelli

Per chi volesse provarle a fare a casa propria, qui di seguito vi mostriamo il procedimento e gli ingredienti consigliati dal titolare del Panificio Magna Grecia a Taranto in viale Magna Grecia 233.

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